Dopo 3 città sacre hindu lungo il Gange, si aggiunge al tour religioso anche Pushkar, un paesino che si sviluppa tutt’attorno ad un lago pieno di israeliani che vengono qui a fumare.

Fervono i preparativi per un festival dedicato a Ganesha, uno dei 2 figli si Shiva, quello con la testa di elefante. C’è musica ovunque e a un po’ tutte le ore. Piccole schiere di bambini ballano come invasati una musica techno sparata a volume tanto alto da rimbombare, mentre alcune ragazze dipingono con minuzia una statua di Ganesha. Un bel contrasto tra tradizione e modernità. Sui ghat, le scalinate che portano al lago, la gente va per le puja, le offerte. Si comprano prevalentemente fiori e dolci e li si donano al lago. Ogni tanto i turisti vengono avvicinati da indiani che cercano di metterti un fiore in mano, iniziando a spiegare il rituale, quello che bisogna fare per ricevere la benedizione ecc… e come sempre alla fine del percorso scatta la richiesta di una “donation”. Se ci si ritrae scattano le richieste di “rispetto” o si sottolinea che “lo fanno tutti”, ma in realtà è uno dei tanti modi per tirare su qualche soldo pesando gravemente sui miei maroni.

Il tema dell’avvicinamento continuo da parte di gente che vuole tirar su qualcosa è stato uno dei motivi principali per cui ho iniziato a viaggiare in bicicletta e devo dire che poco è cambiato. Ma è il prezzo da pagare per “vedere”. E allora andiamo pure al Taj Mahal, una gigantesca tomba della terza moglie di un re. Una delle 7 meraviglie moderne (uscite da un concorso privato ho scoperto..). Un’oasi di pace. Il palazzo in sé colpisce per la maestosità anche se non entra nella mia top five. Piacevole anche la visita ai templi di Khajurhao, pieni di sculture erotiche.

Comunque ci sarebbero molte cose da dire, ma poi perchè scrivere tutto. Qui all’aeroporto di Mosca ci si starà per 23 ore e 55 minuti, quindi tutto il tempo è per qualche riflessione ancora a caldo.

Di questa seconda esperienza in India mi porto a casa

  1. La gioia del percorrere ogni tipo di strada, e quella di arrivare ogni giorno

  2. Le montagne, i panorami che si ammirano da ognuno dei passi scalati con la bici

  3. Il cibo e l’utilizzo delle spezie in cucina

  4. L’immersione nella vita delle piccole comunità montane

  5. La spiritualità che si respira nei riti religiosi sulle rive del Gange

  6. Le merde di mucca che ho pestato continuamente

  7. La voglia di ripartire

 

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