Mi scappa ancora da ridere quando penso alla faccia di Margherita che andata a chiedere informazioni sulla strada, ritorna e mi trova ad un semaforo mentre vengo intervistato e fotografato… Cose che succedono a Valera. Un paio di giornalisti del quotidiano “Las Andes” passavano in macchina e hanno preso al volo l’occasione di intervistare questi matti alle 5 del pomeriggio. A entrambi batte la testa. Veniamo da una giornata iniziata salendo fino ai 4100 mt e terminata qui a 500 mt sul livello del mare. Uno sbalzo mica da ridere.. Ma tornando indietro con i nostri colpi di pedale, vale la pena raccontare dall’inizio questi giorni che dal punto di vista del paesaggio sicuramente sono stati tra i più belli di tutto il viaggio. Dopo esserci riposati qualche giorno a Merida, riprendiamo a pedalare verso il passo che ci porterà a scendere definitvamente di quota. Gli autobus per proseguire verso il resto del Paese tornano indietro, scendono a El Vigia e imboccano una strada di pianura molto trafficata. L’alternativa è salire a 3600 mt e scendere a Barinas oppure, come faremo noi, salire fino a 4100 e scendere a Valera, in un’altra valle. Una rotonda con 5 aquile segna la fine della città di Merida e l’inizio per noi di una lenta risalita attraverso un paesaggio verdissimo. Qui la gente lavora la terra. Non c’è nessuno che se ne va a zonzo. E’ il bello della montagna, delle Ande. “Gente trabajadora” ci dicono. Campi di patate, carote e aglio ci accompagnano fino ad arrivare a Mucuchies a 3000 mt. Da li raggiungiamo il Rifugio Mitantì dopo un cambio di versante ed una discreta salita.. Il Rifugio è in una posizione superpanoramica. La vista è favolosa. Conosciamo Nelson, la moglie e il figlio che ci preparano una cena tanto semplice quanto gustosa con arepas di grano (somigliano tantissimo alle piadine), avocado e formaggio. La stanza per noi è un lusso. Ce la offrono Ignazio e Navor che insieme hanno costituito la cooperativa Caribana che si occupa di turismo responsabile. Hanno da 2 anni un progetto molto interessante. E’ la bibliomula. Si tratta di visitare 3 scuole andine in villaggi abbastanza isolati con una mula che porta libri. Nelson se ne occupa. Arriva in una scuola, i bambini contenti vanno a scegliersi un libro, si legge insieme, si commenta quello che si è letto e poi si gioca con la mula. L’idea è quella di stimolare la lettura da parte dei bambini e l’apprendimento con una metodologia non classica, non frontale all’interno di un’aula. Passiamo una mattinata insieme ai bimbi. Il contesto è quello di una vallata con un fiume. L’area è all’interno di un parco nazionale. Per chi voglia conoscere il Venezuela in un primo viaggio senza dubbio consiglierei di prendere contatti con Ignazio che conosce benissimo il Paese e soprattutto ci ha raccontato di un tour di 2 settimane che propone e che mette insieme posti spettacolari con la visita di progetti a sfondo sociale. Il pomeriggio invece facciamo un salto in una piscinetta termale che richiede un mini trekking per essere raggiunta. Godereccia… All’alba ripartiamo per una giornata bellissima. In cielo nemmeno una nuvola, come da molto tempo non ci capitava. E’ un bel regalo. La strada sale morbida e il vento è fresco. Ci fermiamo per un caffettino e un calentado e poi a comprare una bottiglia di vino di mora ed un ponce andino.  Questo tratto è senza dubbio uno dei più belli del viaggio. Attraversiamo una serie di paesini montani. E’ un panorama da malga alpina. Nella valle scorre il fiume e l’acqua è limpida. Non sentiamo nè la fatica nè la carenza di ossigeno. La gioia all’arrivo in vetta è grande. Il “Pico el aguila” è l’ultima vetta andina. Qui questa lunga catena montagnosa virtualmente termina. L’emozione per me è speciale. Se metto insieme l’ultimo viaggio verso Ushuaia con questo, ho percorso tutte le Ande e in un angolino del mio cuore c’è un po’ di tristezza. Ma in un angolino… perchè nel resto c’è felicità e la voglia di festeggiare. Nel rifugetto c’è il camino acceso, ci prendiamo un paio di calentados che somiglia a un punch bello caldo.. e alcolico.. Ci scoliamo poi la bottiglietta di vino di mora. Foto di rito al cartello che indica i 4118 mt e poi ci copriamo bene per la discesa. Dall’altra valle salgono rapide le nuvole. Non si vede nulla se non una striscia di strada. Dopo 5 km il cielo è di nuovo limpido, di un azzurro luminoso. La discesa durerà 75 km! Una sosta per fermarci a La Venta in cui Nelson ci aveva raccomnadato di assaggiare i carciofi. Prima veniamo fermati dal profumo di un campo di “alcachofas” come si chiamano in spagnolo. Poi nel ristorantino vicino ad un distributore mi mangio una bella frittata di carciofi con un succo di guanabana, un frutto lattiginoso. 3500 mt di discesa in un giorno si fanno sentire.. A Valera fa un gran caldo. Attraversiamo tutta la città per arrivare al Centro de Animacion Juvenil. il contatto ce l’ha sempre dato Ignazio che nella nostra permanenza qui in Venezuela è stato determinante. E’ stato di fatto uno dei nostri sponsor. Ora scriviamo da qui, dall’ufficio. Sono le 2 di notte e da domani (o meglio da oggi..) affronteremo colline e calore per avvicinarci alla costa in cui, come giusto che sia, ci regaleremo un paio di giorni di mare cristallino.