Siamo appena tornati dai campi. Per Margherita è stata la prima volta, per me la terza. E’ stato bello rivedere amici e soprattutto constatare che tutto quello che è stato costruito negli anni precedenti continua pur tra le difficoltà. Per una casualità la settimana scelta ha coinciso con la Sahara Marathon. Il richiamo della corsa nel deserto è stato troppo forte e ci siamo iscritti. Ci hanno raccontato che quest’anno c’era molta meno gente rispetto agli anni passati. Il peso del rapimento dei 3 cooperanti si è fatto sentire. Sono giorni questi in cui si rincorre la voce della liberazione di Rossella, ma senza mai trovare le conferme che tutti aspettiamo. C’è comunque la voglia di correre e ci cimentiamo nella competizione. Io nella 21 Km e Margherita nella 10 Km. Si corre in pieno deserto. Ogni 2 Km un posto di rifornimento. Per lo più acqua, arance e datteri. Non ho mai corso una distanza così e farlo proprio qui ha un sapore del tutto speciale. Sole a picco ma temperatura accettabile ci hanno accompagnato su e giù per le poche dune presenti sul percorso. Per il resto tutto piano e in solitudine. Le distanze fra i concorrenti si fanno da subito tali da lasciare ognuno solo con se stesso. Intorno è sabbia a perdita d’occhio. All’uscita da Ausserd ed all’arrivo a Smara si viene accolti e salutati da donne e bambini festanti. Ad aggiungere allegria sono arrivati quelli del Circo Inzir, un gruppo di ragazzi e ragazze bolognesi che hanno partecipato con monocicli e giocolerie portando allegria. Rimarranno nei campi fino a metà Marzo per poi continuare il loro viaggio in Algeria e in Tunisia. A loro va un grosso in bocca al lupo!
All’arrivo a Smara sono stremato ma felice, cerco Marghe e quando le chiedo come è andata mi sento rispondere “Boh non so, quando sono arrivata mi gridavano “Campeona!” e mi hanno detto che sono arrivata prima”… Penso che si saranno sbagliati, ma sottovaluto le sue capacità atletiche che torneranno certamente utili durante i mesi che passeremo sui pedali. In effetti è arrivata prima tra le donne nella 10 Km. Ha vinto una medaglia che riusciremo a recuperare solo un paio di giorni dopo. Alla cerimonia purtroppo non partecipiamo perchè siamo ad un incontro con la Croce Rossa Internazionale che ci mostra ciò che stanno facendo nei campi ed i loro progetti per il 2012. Durante questo breve viaggio abbiamo incontrato anche il Ministro della Salute Saharawi, il responsabile della riabilitazione nei campi con cui ormai c’è un rapporto stretto, e i fisioterapisti locali che abbiamo formato fino ad ora. E’ sempre bello e gratificante constatare che persone che non ti vedono da un paio di anni si ricordano subito di te e ti accolgono con un bel sorriso. Abbiamo condiviso con loro i problemi nel lavoro di fisioterapia che stanno svolgendo ed in particolare le carenze formative nel trattamento del bambino con Paralisi Cerebrale Infantile e ci siamo fatti un’idea su come strutturare la prossima fase di formazione per colmare queste lacune. Tutto il lavoro che si sta portando avanti nei campi è possibile grazie alla presenza di quella donna straordinaria che risponde al nome di Rossana e che da più di 10 anni si occupa di progetti per migliorare il livello della salute del popolo Saharawi. Ormai è più il tempo che vive nei campi di quello che passa a casa. Parla arabo e comunica con le madri come se abitasse lì da sempre. Ma soprattutto ha un amore sconfinato verso i bambini, soprattutto quelli più sfortunati. Grazie Rossana, un abbraccio fortissimo a te e a tutti quelli che qui in Italia lavorano per Rio de Oro, per accogliere i bambini in estate e per occuparsi dei diversi progetti. Anche se lo facciamo in tempi diversi siamo sempre parte della Ciurma!