Diana è stata comprata, bisognava solo trovare il momento per metterla in pista, per battezzarla per bene. Ma quando???? C’abbiam sempre un sacco di impegni.. (cosa avremo mai da fare…)?? Nonostante previsioni del tempo che definire infauste sarebbe un eufemismo, ci regaliamo 3 giorni a spasso tra Lunigiana e Garfagnana. Il calo delle temperature si avverte già sul treno che ci porta a Levanto, ma sulla bici ci sapremo scaldare. Dopo una lunga serie di gallerie ecco il mare che si staglia davanti ai nostri occhi unito ad un bel cielo azzurro. La nostra direzione invece punta dirirtta verso un bel cielo plumbeo, carico di nuvole cariche di… vabbè, questa è facile… Iniziamo a salire e già respiro di nuovo l’aria fresca e la libertà del cicloviaggio. La strada sale continua, morbida e trafficata fino all’ingresso dell’autostrada. Poi le macchine si diradano e continuiamo a pedalare con più intimità. Piccoli paesini sulle colline che ci circondano fanno da sfondo al panorama e sembrano invitarci a salire per una visitina. Passiamo per Borghetto Vara colpita nell’Ottobre dell’anno scorso da una terribile alluvione che lascia ancora i segni. La montagna è franata in più punti, i detriti trasportati dal fiume si trovano ancora sui suoi bordi o al centro del suo letto secco. Raggiungiamo Aulla dove ci fermiamo in un baretto. Dall’altra parte del bancone una ragazza simpatica ci fa usare il suo PC per rivalutare l’itinerario. La linea Porretta-Bologna non trasporta più biciclette da circa un anno, quindi il ritorno non potrà essere in treno e l’idea di percorrere una cinquantina di noiosissimi km per tornare a Casalecchio proprio non ci attira. Decidiamo per virare verso Lucca dandoci il tempo anche per un giretto in città. Per la giornata invece l’obiettivo potrebbe essere Casola in Lunigiana.. “Ma cosa andate a fare là, non c’è niente. Qui invece almeno c’è una discoteca..” Sai la voglia… Ci rimettiamo in sella ed arriviamo a Casola. “Vado a sentire al bar se sanno di qualche posti per dormire”. All’interno il classico ambiente caldo pieno di uomini che giocano a carte davanti ad un bianchetto. La barista, una signorona rossa in viso, non ne sa granchè, ma la ricerca si estende a tutti i presenti. Si fa avanti un signore con la maglia dell’AVIS che prende il telefono e prova a chiamare l’ostello. E’ pieno di tedeschi, niente posto. “Aspetta che provo dal Cecchi”. Telefona ma anche li non c’è posto per la notte, ma una cugina ci potrebbe ospitare a casa sua. Dopo un paio di telefonate siamo già’d’accordo e pedaliamo in salita altri 5 km fin da “Cecchi, un bar ristorante che pare richiami gente da lontano per la sua cucina casalinga alla buona. Un signore sul bordo della strada si presenta. E’ il marito della famosa cugina con cui ho parlato al telefono che ci accompagna a casa sua, poco distante dal bar. Entriamo e ci scaldiamo con una bella doccia. Fuori il panorama è di quelli da lasciarti un bel sorriso stampato in faccia. Davanti a noi il pizzo d’Uccello e il Pisanino, la cima più alta delle Alpi Apuane. Scendiamo a provare la cucina del Cecchi scoprendo che preparano solo su ordinazione, quindi se vogliamo mangiare qualcosa dobbiamo andare in pizzeria. Vabbè, intanto ci spariamo una bottiglia di vino della casa che ci costerà 2 euro… ora io dico.. 2 euro tutta la bottiglia… trinchiamo la boccia, pizzetta e a letto appena prima dello scoppio di un temporale che durerà tutta la notte. Alla mattina apro le imposte, fuori piove, il cielo è completamente grigio. Torno a letto e mi metto a leggere. Dopo un paio di ore la pioggia smette e il cielo apre qualche sprazzo di azzurro. Pronti a partire usciamo di casa e ci troviamo davanti alle Apuane compeltamente imbiancate. Spettacolo! Al freddo raggiungiamo il passo e poi via in discesaaaaaa… Ma la pioggia che riprende ci costringe ad uno spritz in un bar. Ripartiamo ed attraversiamo in un continuo e morbido saliscendi la Garfagnana fino a raggiungere Lucca. Spiovicchia. L’ostelllo ha posto e ci prendiamo una stanzetta. Il palazzo in cui si trova ha soffitti altissimi. Le camere sono a 2 piani… La sera usciamo a fare 2 passi in città e fa veramente freddo, per cui dopo mangiato torniamo all’ostello lasciando la visita della città al giorno dopo. Lucca è circondata da argini murati per un perimetro di circa 5 km. La mattina è pieno di gente, chi corre, chi va in bici, chi porta a spasso il cane, chi legge, tutti smaniosi di godersi il sole che dopo giorni si è mostrato facendo assaporare la possibilità magari anche di un insperato picnic da pasquetta. Girovaghiamo un po’ per la città e poi puntiamo Pescia. Li ci aspettano fragole con la panna e un supergelato prima di prendere il treno che passando per Prato ci riporterà a Bologna. Da li a Casalecchio sarà una sgambatina interrotta solo da una media al Barazzo… il Pratello per festeggiare la fine di un bel viaggetto ci sta sempre bene..