Partiamo da Quito alle 23, sul bus della Transesmeraldas dopo aver incrociato un mio amico Chileno che ho conosciuto a Esmeraldas e che era a Quito in quei giorni..con lui brindiamo ai vecchi tempi con qualche buffo aneddoto di esperienze vissute insieme..  sul pullman la voglia di dormire era poca, mentre saliva l’emozione dei ricordi di questa esperienza di 10 mesi passata con il servizio civile internazionale lavorando in un progetto di RBC e conclusasi poco meno di 2 anni fa. Esmeraldas è una città che si trova sulla costa del nord dell’Ecuador, di cultura afro-ecuatoriana e dove una “gringa con gli occhi chiari” non passa molto inosservata..Terra dove “la Reina” è quasi più importante del sindaco e i bambini imparano a ballare il reggaeton prima di muovere i primi passi..
Durante il viaggio ripenso un pò alle persone che ho lasciato, a quelle che ora non ci sono più,a quando sono arrivata, a quando sono partita, alla mia compagna di viaggio Giulia e a tutte le esperienze passate insieme.. rivivo tutto come un piccolo film..la commozione era forte andava anche un pò di paripasso con la “paura” che la gente si fosse dimenticata di me..l’anno scorso c’è stata Stefania, mentre quest’anno ci sono Valentina e Paolo, tutti siamo delle piccole parentesi nel lavoro di Ovci e nella vita delle persone di questa città,ma dall’altra parte,per la maggior parte di noi rappresenta aver preso una strada diversa.. e aver aperto un mondo diverso. Per questo motivo mi metteva un pò di timore l’idea di poter rivedere delle persone diverse da quelle che ho lasciato.. che il mio ricordo “congelato” dei rapporti e delle dinamiche che ho sviluppato e che a volte ho sentito di aver lasciato in sospeso, venissero bruscamente “scongelate” dal vedere altre persone svolgere quello che era il mio lavoro…
Arriviamo la mattina alle 4.30 e aspettiamo nel Terminal del bus l’arrivo della luce.Poi prendiamo il bus che ci Porta alla sede della ” Nostra Famiglia “qui a Esmeraldas (un centro che comprende una “escuela Especial” per bambini disabili e un bellissimo centro di riabilitazione spacializzato sempre sul bambino).Qui ci ospiteranno le Sorelle che normalmente ospitano i volontari del servizio civile. Ci hanno accolto molto calorosamente e con mia gioia era presente anche il Dottor Vinan, un neurologo che vive a Ibarra (nel nord) e che 1 volta al mese si reca a Esmeraldas, Borbon e San Lorenzo per visitare i bambini del centro Nostra famiglia, di Ovci e della Fondazione Don Gnocchi. Dopo una bella chiaccherata sugli aneddoti del nostro pazzo viaggio, ci offriamo di accompagnare Silvana (una delle sorelle) al mercato tanto per rivedere un pò la città e per farla conoscere anche a Marco che, ovviamente, non ci trova niente di particolare; mentre io sono attaccata al finestrino della macchina per controllare ogni minimo cambiamento..sono state costruite strade e palazzi nuovi, piccoli cambiamenti che modificano un pò i miei ricordi.. il pomeriggio e la sera la passiamo insieme a degli amici in una spiaggia vicina, ospiti di uno di loro e la sera dopo conosco Paolo e Valentina (lui,fisioterapista e lei, psicologa: sono i due volontari del servizio civile )e mi faccio un pò spiegare come stanno andando le cose.. mi accorgo che alcune dinamiche non sono affatto cambiate e i loro discorsi mi ricordano quelli miei e di Giulia..si ripetevano alcune problematiche con i promotori, su come comportarsi, sugli argomenti delle capacitazioni… anche con loro abbiamo fatto una bella chiaccherata, scambiandoci opinioni e idee e raccontando anche le esperienze del nostro viaggio e degli altri progetti che abbiamo visitato. la mattina dopo è stata la volta di ritornare all’ ufficio di Ovci e anche lì per me è stata una forte gioia quella rivedere Monica e Maria (le coordinatrici ecuatoriane) sempre allegre e sorridenti… fortunatamente abbiamo preso 2 piccioni con una fava nel senso che in ufficio erano presenti anche tutti i promotori perchè c’era una riunione.. ho quindi rivisto i vecchi promotori e conosciuto le persone nuove.. Ho rivisto tutti più o meno come 2 anni fa, l’organizzazione del lavoro è un pò cambiata,alcune attività seguono, altre sono cambiate.. comunque le dinamiche si ripetono.. Dopo una bella chiaccherata con Monica (la coordinatrice)scatta la telefonata al giornale di Esmeraldas “la hora” che dopo poco tempo arriva in ufficio per farci una intervista,la quarta.
Il giorno dopo facciamo un giro con i ragazzi del progetto; siamo io, Marco, Max, che è un futuro fisioterapista esmeraldeno che si sta per laureare e che sta lavorando ora con Ovci e una studentessa sempre di fisioterapia;andiamo a visitare un caso di un ragazzo che ho conosciuto poco tempo prima di lasciare Esmeraldas e che è stato operato l’anno scorso da un dottore italiano che ogni hanno si reca per un mese a Esmeraldas per operare alcune persone.. lui si ricorda subito di me e lo rivedo con molta gioia.. purtroppo dopo l’intervento si è un pò lasciato andare anche per alcune problematiche famigliari e oltre a lavorare un pò insieme abbiamo parlato molto.. questa è una delle parti più belle del lavoro nella comunità, dove oltre che a fare il tuo lavoro da fisioterapista(in condizioni non sempre ottimali) cerchi di dare un supporto e un consiglio a livello psicologico (non volendo eccedere in ciò che non si è ovviamente) e si cerca di rapportarsi anche con la fammiglia per cercare di migliorare la gestione delle problematiche legate alla disabilità, insieme anche a indicazioni su come poter usufruire degli aiuti che il Governo offre alle persone disabili e a chi se ne prende cura..abbiamo anche provato a dare qualche consiglio su come adattare un pò la camera in modo che sia più funzionale (in questo Marco è il top) sperando che questi consigli vengano realizzati.
La sera riprendiamo il pullman per Quito..in tutto ci siamo fermati 4 giorni (un record)… Ritorno alla mia idea iniziale del “ricordo congelato” di Esmeraldas che a parte qualche palazzo e qualche supermercato in più è rimasto quasi invariato (persino le canzoni alla radio sono rimaste le stesse di un tempo). Ora vedo l’esperienza che ho vissuto qui con una maturità un pò diversa rispetto alla realtà un pò sognante di 2 anni fa che però se non ci fosse stata non mi avrebbe portato al desiderio di mettere di nuovo piede in questa calda e colorata città che sempre ricorderò con tanto affetto e che spero tonrare presto a visitare..Continuiamo quindi a pedalare verso il nord dove ci aspetta un altro affascinantissimo paese.. la Colombia!
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