4 giorni a Jujuy… se me lo avessero detto non ci avrei creduto neppure io. Invece la casualità ha voluto portarmi in questa cittadina per tenermi più del tempo previsto. Dopo il confine i kilometri sono corsi via veloci e sono atterrato nel centro di una città “europea” in cerca di Calle San Martin 662 trovata come sempre con le indicazioni dei passanti. A quell’indirizzo c’è la sede del GVC, l’organizzazione che mi sta appoggiando tantissimo in questo viaggio. Il contatto è con Valentina che sta gestendo un progetto di sviluppo nella Puna (territorio vulcanico che si trova in altura) argentina sopra a Jujuy. Coordina un gruppo che mi accoglie come gli altri in Peru e Bolivia, cioè alla grandissima. Rafael, un ragazzo colombiano, mi porta a fare il giro degli organi di stampa. Si parlerà di Sahara Occidentale e del mio viaggio nel Tribuno e nel Pregòn, 2 giornali locali. Un paio di interviste alla TV chiudono le relazioni con la stampa che qui sembrano essere molto informali. La prima notte vengo ospitato da Rafael e dalla sua ragazza e per loro cucino una pasta con le zucchine, chiacchieriamo di Colombia e poi a letto. Il giorno seguente faccio in tempo a portare in lavanderia un po’ di roba, prelevare finalmente denaro con la carta di credito (il PIN è giusto!!!!!), comprare un po’ di cibo per il viaggio e una torta per festeggiare con tutto il GVC l’accoglienza ricevuta. Davvero grazie!!
Le casualità vanno colte ai avevo al volo e a volte bisogna lasciarsi trasportare, e allora ripesco il numero di cellulare che mi aveva lasciato Gustavo, il motociclista incontrato sulla strada verso Tupiza mentre imprecavo sulle calaminas, mi aveva detto “ma tu sei matto a venire fin qui in bici” e io gli avevo risposto “e tu invece sei normale che sei qui come me?” . Dopo aver chiacchierato e condiviso la passione per la bici mi aveva lasciato il suo numero raccomandandosi “quando passi per Jujuy chiamami!”. Infatti lo chiamo, è in città, in cinque minuti ce l’ho davanti in moto. “Ti propongo di mangiare insieme, ci facciamo un giro in bici e stasera andiamo in un posto al lago dove domani devo sbrigare un lavoro rapido”. Alè! Siamo già d’accordo, prendo le borse e lo seguo verso casa sua, 5 km fuori città, ci mangiamo un po’ di formaggio con sciroppo di canna da zucchero che è una delizia. Ci raggiunge poi “il nano” (tutti hanno un soprannome) con cui si va a fare un giretto tranquillo in bici. La sorpresa è che Gustavo ha una Recumbent, un tipo di bicicletta con cui si pedala quasi da sdraiati e che me la fa usare. 25 Km in cui provo per la prima volta questo aggeggio e devo dire che mi è piaciuto parecchio, oltre che raggiunge comunque velocità che noon avrei mai pensato. Dopo una doccia andiamo all’appuntamento con l’agrimensore che viene con noi per il lavoro del giorno dopo. La punta è alle 18.30, ma non si vede nulla fino alle 19, quando appare il nostro uomo che con una sincerità disarmante dice che è stato a giocare a pallone e che in 10 minuti è pronto. Scende dopo 50…. Con un ritardo vergognoso partiamo e ci fermiamo a mangiare da “zapallo”, un amico gordo che si dichiara vegetariano tra lo stupore e soprattutto la tristezza degli altri 2. Mangiamo un po’ di riso con verdure ma un poco di famina rimane. Qui si dice “me cago de hambre”, tanto che abbiamo le chiavi di una casetta in piena campagna per dormire, entriamo in cucina e non c’è quasi niente. Gustavo si guarda intorno e disperato sentenzia che “non c’è niente, solo un po’ di pasta e del sale”, io lo guardo e domando “come mai un argentino non ci vede niente mentre un italiano pensa che non serva molto altro?”. Io ai fornelli, Gustavo a comprare da bere, in breve la pasta, con formaggio filante che mi era rimasto nello zaino, è servita. La compagnia è divertente. Gustavo ha 50 anni, è ingegnere, ha figli da 2 mogli da cui è separato ed è oltre che divertente, di una accoglienza strepitosa. La mattina seguente passiamo alla Finca di Santa Anita http://www.santaanita.com.ar/ che è gestita da un altro amico di Gustavo che viene con noi. Non prima di una sostanziosa colazione in questo agriturismo, presidio di Slow Food, a base di formaggio di capra, biscotti marmellate fatte in casa, mate e caffè.
Il lavoro da fare nelle intenzioni sarebbe dovuto durare tipo un paio d’ore. In realtà l’appezzamento che raggiungiamo è molto più grande delle attese e il lavoro si protrarrà tutto il giorno. Al centro del terreno c’è la villa che si affaccio sul lago. Un saluto, 2 chiacchiere con il padrone, e mi ritrovo all’interno mentre mi offre un vino rosso locale con un po’ di formaggio. Nel frattempo arriva la figlia con un amica e, sempre mentre gli altri lavorano, io mi siedo a tavola a pranzare e a parlare del mio viaggio e soprattutto di Italia e dei trascorsi del padrone di casa nel nostro Paese, arrivando perfino a parlare di Castelvetro… La giornata è calda e che fare?!?! Un bagnetto in piscina mentre si beve un poco di mate sembra essere una ottima idea. Le 2 ragazze e la vista sul lago sono un piacere per i miei occhi. Un paio di orette e poi verso le 17 ci facciamo un te con biscotti, formaggio e altre cosine buone. Leggo un po’ un libro su come si fa un buon vino quando arrivano gli altri che finalmente hanno terminato il lavoro. Birretta e poi via verso la Finca. Gustavo è troppo stanco per tornare a casa e quindi dormiamo li. La cena è spettacolare, all’aperto con cibo sano e con un tetto pieno di stelle. Arriva un punto in cui si spegne la luce, arriva una chitarra e comincia la magia di un piccolo concertino improvvisato con musica tipica in cui ognuno canta quello che conosce. La temperatura è da maiche corte e il cielo è da paura, fantastico.
Questa mattina ci svegliamo con un cielo nuvoloso e torniamo verso Jujuy dove mi attende un pranzo con la famiglia del fratello di Gustavo. Empanadas di formaggio, contorni vari e un ottimo cabernet sauvignon.. la differenza con la Bolivia in questo momento è abissale. La famiglia è riunita questa domenica e sta guardando l’utlima gara di Turismo Carretera, una roba argentina tipo la Formula 1. Si chiacchiera, si ride e si scherza. In questo Paese la carne è sacra e il vegetariano merce rara, ma l’argomento viene affrontato con un rispetto che in Italia ho smesso di aspettarmi, e devo dire che mi fa piacere. L’ospitalità viene davvero prima di tutto. Una volta ritornati a casa Gustavo crolla mentre io sfrutto la sua connessione rapida per scaricarmi un po’ di musica nuova. Alle 21 usciamo e andiamo a mangiare una pizza innaffiata da ottima birra nera a casa della sua compagna. Ora sono quasi le 2 di notte e sono sul letto pensando a quanto sono fortunato a trovarmi qui e ad avere conosciuto tante belle persone, ma come mi capita spesso di dire “E’ stato bello, ma come tutte le cose belle, prima o poi finiscono perchè ne cominciano delle altre”, e domani il mio destino si chiama Salta.

Articolo del 29/11/2010 sul Pregòn de San Salvador de Jujuy (Argentina)

Intervista a Canal 2 a Jujuy

A spasso con la Recumbent

I grandissimi del GVC di Jujuy!!!!
Anche io voglio una tomba come questa... di queste ce ne sono un po' in strada e sono per il Gauchito Gil.. per info cercare su google
Tutta dritta
L'avrà scritta Ligabue?!?
Qua sono in un punto preciso preciso
La montagna dei sette colori
Le Ande.... ci ero sopra e adesso me le tengo sempre sempre alla mia destra
L'eroe davanti al cartello del Progetto Puna produttiva del GVC
Grandissimi!!!! Grazie ancora! (Sto ridendo, ma lo sguardo di Alma sul mio pezzo di torta mi stava preoccupando...) :-) CIAOOOOOOOOOOOO
Finalmente mici
3 uomini in calzamaglia a la termas de los Reyes
Senza bicicletta!!!! Grande Gustavo!!!!
Questo rospo si è mangiato l'insettone che dentro la bocca continuava a cantare....
Vitigno Mallbec :-) iniziamo col vino... evaiiiiiiiiiiiiiiiiIIIIII!
Duro lavoro ma qualcuno lo deve pur fare
Gran cucina, cielo stellato, belle persone... c'è di meglio?