Oggi é stata una di quelle giornate in cui non so bene cosa pensare.. L’equilibrio si gioca tutto tra l’impresa epica e la follia del fare cose senza senso. Naturalmente ad uno sguardo più approfondito il senso salta fuori. Credo si tratti almeno nel mio caso dl mettersi alla prova, di alzare sempre un po’ l’asticella. Ma non sono pazzo per cui dopo oggi cambiano i miei piani. Stamattina da Morondava sono partito alle 7.15 salutando le bella famiglia (Laura, Jean Patrick e I loro cuccioli Jaime e Lucia) che mi sta ospitando da 2 giorni. Pedalo verso Mahabo ancora per 15 km prima di incontrare la svolta per Belo sur Tsiribihna. Mi fermo a fare un po’ di provviste per evitare di mangiare a prezzi spropositati alla Kirindy Reserve in cui sono diretto. La strada si fa subito sterrata ma bella rossa e compatta. I baobab sono davvero meravigliosi. Imponenti. Campeggiano qua e là sovrastando la pianura. Arrivo alla tanto famosa “allee de baobabs” che in effetti ha il suo perché.

La chioma dei baobab é disadorna perché siamo nella stagione secca, ma lo spettacolo c’è tutto. Alla mia velocità i bimbi riescono dopo un “salì wazaha” a chiedermi un cadeau, un bonbon e specialmente money. La pedalata é allegra e tranquilla. Mi fermo spesso a fare foto, video, monto il cavalletto.. Insomma me la prendo calma. Dopo l’Allee de baobabs la parte turistica vicino a Morondava finisce e si capisce subito dalla strada che peggiora nelle condizioni a livelli di semi-impraticabilitá. La sabbia é ovunque. Faccio fatica a distinguere dove poter pedalare e mi pianto in continuazione. E spingo. Sudo e bevo acqua calda. Per 2 volte mi fermo stremato nei villaggetti che incontro e mi bevo una coca cola. Calda. In questo caso la cosa della quantità di zucchero in quella bevanda infernale gioca a mio favore. Mi siedo per terra assieme alla gente che c’è. Uomini, donne, bambini in attesa di un taxi brousse. Riesco a essere più merdo di loro che per quanto lavino quello che si mettono addosso, il colore della polvere e il lavoro di schiarimento del sole hanno la meglio. Mi trovo a sorridere con loro su quanto sia stupido quello che sto facendo. Ai loro occhi più che stupido é incomprensibile. Se ci fossero 15 gradi sarebbe forse divertente ma con 35 mi viene più volte l’istinto di fermare i pochi mezzi in direzione opposta e tornare indietro. Poi, come nella vita, i tratti pieni di sabbia a un certo punto lasciano il posto a tratti pedalabili. Pian piano capisco meglio dove pedalare e quanto spingere. Quando insistere nella sabbia e quando invece lasciare perdere. La velocità in questo è fondamentale, per non affondare. Le madonne le tiro lo stesso ma faccio più strada. Al bivio per il parco indica ancora 5 km e i primi 500 metri sono di sabbia pura e mi gettano nello sconforto. Poi si rifà pedalabile, poi no, poi si è così via.. Sono arrivato alla reception del parco con un bel sorriso. Per gli altri sono “strong” ma per me sono quello che loro so stanno pensando.. Un matto.. Ma come mi gusto la doccia a secchiate io non se la gusta nessuno. Acqua fresca su di me.. e ne prenderei per ore. Più fatichi per qualcosa più te la godi. Mentre andavo a farmi la doccia c’era un lemure che stava salendo su un albero ed ero talmente cotto che non me ne ero neppure accorto.Mi sono preso un posto letto in dormitorio. Sto prima assieme ai militari che presidiano il parco, poi con una troupe di ripresa. Non ho la benché minima voglia di ripedalare fino a Morondava.

Siccome sono arrivato qui con il mio mezzo e non con un jeeppone, non ho la guida che mi ha accompagnato. Li vedo un po’ in difficoltà nell’offrirmi qualcosa. Mi dicono di aspettare. Mentre sono in attesa l’attenzione viene richiamata da 2 fossa che si sono fatti vivi a una decina di metri. Hanno un muso da furetto e una coda lunghissima.

A me sembrano un incrocio tra un gattone e una scimmia. Ma molto più gatto visto che a un certo punto uno mi ha anche soffiato. All’mbrunire capisco che il night tour richiede la macchina per spostarsi di 7 km ed arrivare in zona avvistamenti. Ora capisco il problema, per cui il tipo che gestisce il parco si scusa e mi offre di andare a piedi con un paio di ragazzi che non parlano inglese ma sono ottimi animal spotter, cioè trovano gli animali nel bosco. Non so come facciano così al buio anche se mi sa che I lemuri siano abbastanza stanziali e dunque loro conoscano gli alberi giusti. Comunque fatto sta che riescono a trovare lemuri piccolissimi su alberi altissimi al buio. E a non perdersi girando per 1 ora e mezzo nel bosco. Uno dei 2 mi dice che forse la mattina seguente mi riesce a trovare un passaggio. Mi sveglio alle 6, lo vedo girare ma non mi dice niente, llora dopo un po’ di insistenza, verso le 8 arriva un suo amico e mi dice che un choffeur costa 200.000 Ariary al giorno e bla bla bla.. Così ero capace anche io. Pago e mi fiondo sulla strada cercando di fare presto perchè il sole alle 8 scalda già. La determinazione mi spinge a percorrere I primi 5 km fermandomi solo alla fine in una buca di sabbia. Poi affronto tutta la strada con buona velocità e lo sguardo incollato a terra per cercare le traiettorie migliori. Quando la sabbia o le cunettine continue mi fermano, io continuo a spingere fino a ritrovare velocità, e così riesco a tornare, sudandomela tutta, in poco più di 4 ore. A Morondava prenoto un biglietto di taxi brousse per Antsirabe. Dopo questa avventura non ho la minima idea di affrontare lo sterrato lungo la costa, visto che ogni guida al parco mi ha detto che quella strada è decisamente peggio di quella che ho appena fatto. Ieri sera ho salutato la famigliola ringraziandoli per la loro accoglienza e per le chiacchiere molto interessanti, specie il punto di vista di chi lavora come espatriato con famiglia da 7 anni in Africa. Stamattina alle 4.20 ero già a farmi caricare bici e bagagli su questi furgoncini che imperversano per tutto il Madagascar. Ci stanno una ventina di persone e viaggiano per ore ed ore. Oggi partendo alle 5 sono arrivato ad Antsirabe alle 13.30. Percorrendo esattamente la mia strada al contrario. 8 ore e mezzo in cambio dei miei 5 giorni. Ora sono in un alberghetto carino con la gioia per aver visto rinascere la macchina fotografica che ieri sera era morta. Con oggi completata la traversata ovest, da domani si va a sud!