Non credo si possa diventare specialisti del ripio, ma a volte mi trovo a disquisire tra me e me sulla qualita’ delle calaminas, sulla profondita’ delle buche, sulle pietre e la continua presenza della sabbia. La minima pendenza gia- richiede uno sforzo, con la ruota dietro che slitta ogni volta che mi alzo sui pedali e il ritmo si spezza a ogni buca in cui entro e a ogni pietra su cui salto. A volte per stare attenti alla strada perdo di vista quello che sta intorno, e in questi giorni ne ho viste delle belle, anzi ne abbiamo viste delle belle…
Dopo un viaggio estenuante, tra aerei, navi e bicicletta, mi ha raggiunto Samanta per accompagnarmi fino ad Ushuaia e viversi la Carretera Austral. La stavo aspettando da un po a Villa Santa Lucia con una bottiglia di Carmenere (vino rosso cileno) per festeggiarne l’arrivo. Nel mentre incrocio una coppia di cicloviaggiatori francesi che stanno scendendo dalla Bolivia. Dopo un po arriva Simon un inglese in cerca di internet. Racconta di essere stato assalito in Peru da 3 tipi che gli hanno tagliato la strada con un taxi e gli hanno rubato le borse posteriori con dentro il PC, la tenda il sacco a pelo… Villa Santa Lucia e’ un paesello piccolo piccolo, mi avvio alla strada da cui dovrebbe arrivare Samanta, mentre alcuni mochilleros (zaino in spalla) israeliani tentano invano di fermare qualche auto per farsi dare un passaggio. Dopo una mezz’oretta scorgo una sagoma pedalante sbucare dalla curva in fondo alla strada. Ppedala e si avvicina. Ognuno comincia a vedere il sorriso dell’altro fino all’abbraccio che libera l’emozione di reincontrarsi dall’altra parte del pianeta per condividere ancora un altro pezzo di vita insieme.
Si chiacchiera parecchio, ce ne sono un bel po- di cose da raccontare.. ricomincio con l’italiano, ficcandoci dentro un po di parole in spagnolo. Da quando sono qua sto sognando in una lingua diversa dalla mia, la costruzione della frase mi esce in spagnolo…
Iniziamo a pedalare e ci troviamo immersi in una natura selvaggia e rigogliosa in cui aumentano girono dopo giorno le cime bianche, diventa piu’ facile scorgere qualche ghiacciaio che piange 1000 cascate che scendono e danno vita a fiumi e laghi.La Carretera Austral corre a fianco costeggiandoli, passando sopra ponti sotto cui scorrono tumultuosi corsi d’acqua. Arriviamo a sbucare al mare e il paesaggio cambia nuovamente aprendosi verso l’orizzonte.
Passiamo per il Parque Queulat. Intorno a noi ci sono centinaia di grandi foglie verdi che ci conducono fino all’ingresso del parco nazionale nella sua parte piu’ visitata, quella del Ventisquero Colgante, il ghiacciaio. Non c’e’ il guardaparque, ma un cartello spiega che possiamo entrare, occupare una delle 10 piazzole disponibili e pagare poi all’uscita la mattina seguente. Nel sentiero che porta al campeggio e dentro cui si fa largo Bomba, il rumore del fiume si fa via via piu’ forte e si comincia a intrevedere dietro agli alberi il Ventisquero. La serata si fa bella fresca e per scaldarci bruciamo un po’ di legna, ceniamo e ci infiliamo in tenda. In sottofondo l’acqua scorre e ogni tanto si sente il rumore inquientante di un gigantesco crollo, e’ il ghiacciaio che perde qualche pezzo che frana nel lago sottostante. La mattina seguente percorriamo un sentiero che ci porta ad ammirare il Ventisquero in tutta la sua grandezza. Sembra debba venire giu’ da un momento all’altro, trasmette un’immagine di precarieta’, mentre invece e’ ben saldato al ghiacciaio che sta dietro e che dalla laguna in cui ci troviamo non e’ possibile apprezzare.
Il sentiero inizia con un ponte sospeso che permette di camminare sopra al fiume in un puntio in cui scorre tumultuoso e sembra voler uscire dal proprio letto, colpendo massie pietre disegnando aloni di spuma bianca. Fuori dal aprco la giornata ci ha riservato una tappa molto dura verso Villa Amengual in cui “la sfida” e’ quella di superare la salita che porta a 500 metri d’altitudine dopo una ventina di tornanti. Al di la’ della fatica devo dire che mi piacciono le salite, richiedono fatica, sforzo, ma alla fine ti ragalano panorami mozzafiato, si scoprono splendide vallate, spuntano bianche vette e alla fine ti regalano spendide discese…. per la verita’ niente e’ regalato, ma e’ tutto super guadagnato!
Il tempo in questi giorni e’ stato incredibilmente instabile, soprattutto all’interno della stessa giornata in cui sembra venire giu’ l’inferno, poi sbuca un sole che brucia, poi di nuovo piove per 30 secondi e poi sole…. e ti fermi per toglire, mettere, togliere, mettere… Un giorno, da Villa Santa Lucia a La Junta e’ piovuto continuamente, e pedalare bagnati non e’ piacevole,
ma da’ la possibilita’ in qualche modo di vivere la Patagonia nel suo clima tipico. Dopo il primo acclimatamento di Samanta, ancora in fase di rodaggio, ci aspettano tappe con kilometraggi piu’ elevati, la prova aumenta di difficolta’ e questo e’ quello che mi piace di piu’. Dalla solitudine passo a un viaggio in compagnia e sono curioso di vedere l’effetto che fa….

Si va di Carmenere!
Et voila'
Pronti a un giorno intero di pioggia!
On the road
Niente diga!
Estupidez
Si fa scura...
Quanto manca?
Ma sei fuori!!!!!
Panni stesi
Dopo mangiato ci riposiamo
Cubierta cortada
Espejo
Al furmai
Metto il tesssoro in borsa
Soccia che fiume!
Alluce.... dietro si puo' osservare il pensatore
Pane e pioggia
Foratura davanti alla panaderia
Vissuta
Altra foratura...
Allegria
Cazzo che foglie!
Buche di merda
A sn, tavolo, triangolo isoscele
L'atleta
Discesa verso Puyuhapi
La tipa dell'ufficio di turismo e' nel suo giorno libero...
Che scemo che sono
Aspettano grandi montagne
Questo e' il mare
Piazzolina al camping de Parco Queulat
Stimolo il fuoco
Caffetino
Ventisquero Colgante
Ma guarda un po'
Don Chuck castori
Soccia che paesaggio!
Dolci salite
Salita verso il passo
Sguardo cattivo al passo
Mi ero solo acceso una sigaretta...
Cadore
Chiesetta a Villa Amengual
Ma pork!