Chi si avvicina al viaggio in bicicletta, quello un po’ piu’ avventuroso, spesso vede nella Carretea Austral il mito, la strada per eccellenza. Dopo averla percorsa praticamente tutta non posso che consigliare a chiunque stia leggendo queste righe di organizzarsi una bella pedalata da queste parti. Ci si trova immersi in una natura imponente, con montagne da svalicare e da ammirare da lontano. cascate, fiumi e laghi a cui abbeverarsi, sole, pioggia e vento che ti tartassano o ti accarezzano. Poco asfalto e tanto ripio che impegnano le sospensioni, quelle della bicicletta e quelle che abbiamo dentro (se non le abbiamo comuqnue qualcosa attutisce gli urti…). Tanti incontri con atri ciclisti, con mochilleros che si muovono in autostop e con la gente del posto abituata a vederti piantare la tenda in strada. I servizi in alcuni gtratti mancano completamente. Gli ultimi 230 km sono affascinanti per quanto sono isolati. Da Cochrane a Puerto Yungay sono 125 Km in cui esiste un campeggio al km 50, poi si arriva a prendere una barca che salpa 3 volte al giorno. Noi ci siamo fermati circa al km 100 piantando la tenda sotto un albero in riva al fiume, appena prima dell’inizio della salitona di 10 km che la mattina dopo ci ha portato a prendere la barca delle 12 che porta a Rio Bravo. Da li sono altri 100 Km di nulla fino a Villa O’Higgins dove la Carretera Austral termina e dove mi trovo ora. Quando parlo di nulla mi riferisco alle persone non certo alla natura che ci regala la devastazione di un bosco bruciato e della nuda montagna che lascia, decine di cascate che nascono dai nevai che ci sovrastano, in lontananza appaiono ghiacciai e continuamente scopriamo nuovi laghi. In questi giorni solo sole, come ci aveva promesso, sarcasticamente, Dino Lanzaretti, il ragazzo incontrato qualche giorno orsono. Oggi il cielo e’ quasi privo di nuvole, come lo avevo gtrovato a Puerto Montt, all’inizio di questo splendido percorso. Non ho la sensazione di essere verso la fine del mondo, ma per adesso quella di aver terminato il quarto viaggio dopo Peru, Bolivia e Nord argentino. Oggi e’ un giorno di festa e altro vino rosso la celebrera’, il viaggio e’ inesorabilmente entrato nella sua parte finale ma non mi sembra che stia finendo qualcosa, qualcosa dentro di me sta invece iniziando. A casa mi aspetta la mia vita, quella che mi da’ il sorriso ogni volta che ci penso, di cui non sento nostalgia ma che ho voglia di continuare a vivere. La mia famiglia, il mio lavoro, i miei amici, le mie serate solitarie in giro per Bologna… ma ora e’ tempo di concentrarsi per l’ultima parte argentina in cui il vento la fara’ da padrone. Finora in Cile l’ho quasi sempre avuto a favore e dovrebbe essere lo stesso fino alla costa atlantica dell’argentina. Incrocio ciclisti che mi dicono che facendo il percorso inverso si svegliavano alle 3 della mattina, pedalavano fino alle 9 poi montavano la tenda fino alle 7 di sera per pedalare poi altre 2 ore… In emzzo un vento che non ti permette di avanzare neanche spingendo. E mentre loro sudavano, mi raccontano, vedevano “sfrecciare” a velocita’ da motore i ciclisti in senso contrario. Vediamo un po’, domani si passa il confine in uno dei modi piu’ avventurosi che abbia mai visto.

contornato di ghiacciai
Salita in costa
Guanachi
Orari sbagliati..
con 3 ragazze cilene nel primo entusiasmante viaggio in bici
Le ragazze vanno
fuori da Cochrane
Con le dighe che costruiranno non saranno piu' cosi' correntosi
Tempaccio all'orizzonte ma spettacolo!
nuvole
Scatto in salita
si pedala nell'immensita'
Campeggio selvaggio
in mezzo alle nuvole
Persa la barcaza per 3 minuti
la burzetta
viaggio verso gli ultimi 100 km
un filo kitsch
pan e furmai in vetta
godendo
Discesaaaaaaa
acqua da bere a volonta' e bella fresca
dall'alto della salita
cascata in un bosco bruciato
io voto!!
camping nel bosco
Le montagne difendono el campo de hielo